Vertenza La Doria, incontro finisce con un nulla di fatto. Di Maio insoddisfatto

É finito con un nulla di fatto l’incontro di ieri tra i vertici de La Doria, i rappresentanti sindacali e le istituzioni. L’azienda ha mantenuto le sue posizioni di chiusura al 30 settembre nonostante la disponibilità delle istituzioni presenti al tavolo di giungere ad una soluzione alla vertenza che coinvolge circa 60 lavoratori dello stabilimento di Acerra che dovranno essere ricollocati, secondo il piano aziendale, negli altri stabilimenti del gruppo ad Angri, Sarno e a Fisciano.

Insoddisfatto dell’incontro anche il ministro del Lavoro e dello Sviluppo, Luigi Di Maio.  

“E’ assurdo trovarsi attorno a un tavolo in cui il Governo, la Regione, il Comune mettono a disposizione strumenti per evitare la chiusura di una fabbrica in un’area già martoriata e ci dicono che non si può fare”, ha dichiarato il ministro presente alla riunione.

I vertici aziendali de La Doria hanno confermato la disponibilità a trasferire i lavoratori negli altri siti salernitani sostenendo che questa è un’operazione di allineamento delle loro produzioni, nello spirito di economizzare la loro attività. La richiesta dei sindacati è stata quella di non chiudere lo stabilimento, ma di riconvertirlo in altre produzioni della stessa azienda. Già da oggi parte una risposta sociale dei lavoratori che si riuniscono in un presidio presso i cancelli dello stabilimento di Acerra, non escludendo altre forme di mobilitazione.

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