Vertenza Ikea al palo. In arrivo altre 24 ore di sciopero

La trattativa Ikea si è bloccata. Le distanze sono "ancora ingestibili" e per questo i sindacati hanno deciso di proclamare un nuovo pacchetto di 24 ore di scioperi, da gestire a livello locale. Si chiude così, per il momento, la trattativa tra Ikea e Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs sul rinnovo del contratto integrativo disdetto unilateralmente dalla multinazionale svedese. Il confronto però, dicono all'unisono i sindacati, "resta in vita".

"Non ci vogliamo sottrarre al confronto di merito, non siamo indisponibili e lavoreremo per proposte alternative che consentano l'individuazione di strade condivise", commentano ancora definendo le distanze tra l'azienda e i lavoratori "ormai ingestibili". Inevitabile, dunque, "la proclamazione di un nuovo pacchetto di ore di sciopero, ben 24, da gestire a livello locale, con iniziative che verranno decise di volta in volta mentre le assemblee dei lavoratori discuteranno sul merito delle proposte", annunciano profilando per i lavoratori "un'estate di mobilitazione, a difesa del loro contratto".

I sindacati hanno poi convocato un nuovo coordinamento unitario per il 7 settembre prossimo, dove si valuterà l'esito delle iniziative di mobilitazione e si condivideranno future iniziative volte alla ripresa del negoziato.

D'altra parte, si legge ancora, "l'azienda ha riconfermato una posizione rigida e indisponibile a rivedere le voci più critiche ribadendo la propria necessità, non più procrastinabile, ad effettuare cambiamenti dell'attuale sistema contrattuale" e dichiarando "la propria volontà di fermare la trattativa auspicando condizioni più favorevoli all'individuazione di soluzioni condivise", dicono ancora i sindacati che respingono nuovamente al mittente le accuse dell'azienda di totale indisponibilità.

"La nostra volontà di negoziare – sottolineano – non è venuta mai meno ma vi sono elementi di merito ancora insormontabili". I nodi sul tavolo restano quelli del taglio alla maggiorazione per le domeniche e i festivi, la rimodulazione del premio aziendale e il cosiddetto progetto Time che rivede il sistema di gestione dei turni e degli orari. La multinazionale svedese, da parte sua, "prende atto dell'impossibilità di arrivare a un accordo" e annuncia come, per la prima volta nella storia della sua presenza in Italia, "dal prossimo 1° settembre Ikea non avrà un contratto integrativo aziendale, nonostante una trattativa iniziata nel dicembre del 2013".

La posizione tenuta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs al tavolo del negoziato, gli scioperi attuati in questi giorni e quelli già annunciati, d'altra parte, denuncia Ikea, "sono un chiaro segnale di totale indisponibilità ad entrare nel merito dei temi posti per la ricerca di soluzioni condivise".

La multinazionale ricorda inoltre ai sindacati di "aver accolto le loro istanze e aver rimodulato le proprie proposte". Ikea, infatti, si legge ancora nella nota, "avrebbe voluto proseguire la trattativa dando, invano, già disponibilità per un incontro da tenersi in agosto". Non potendo quindi "proseguire il dialogo e dare voce a chi con responsabilità fornisce spunti in sintonia col nuovo quadro di mercato, l'azienda – conclude il documento – si trova costretta a prendere atto dell'interruzione della trattativa".

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