VEDIAMOCI CHIARO – Lo spesometro slitta di due mesi

Slitta dal primo maggio al primo luglio 2011 lo “spesometro”, ovvero l’obbligo di acquisire i dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva che riguardano i consumatori finali, di importo superiore ai 3.600 euro. Il rinvio di due mesi è stato deciso con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che ha individuato anche modalità e termini, tali da limitare al massimo l’aggravio per i contribuenti.

Da quest’anno se si andrà a comprare un bene di valore superiore ai 3.600 euro, Iva inclusa, il negoziante sarà obbligato a registrare il codice fiscale dell’acquirente e comunicare i dati dell’acquisto all’Agenzia delle Entrate.

Imprese, professionisti, artigiani e commercianti saranno quindi soggetti a nuovi adempimenti.

Lanciato come misura antievasione, lo “spesometro” ha incontrato le critiche dei commercialisti. Il meccanismo sembra incepparsi oltre alla questione della tracciabilità, anche per  la tutela della privacy. Il nuovo strumento permetterà al Fisco l’accesso a notevoli informazioni riguardo ai cittadini. L’Agenzia delle Entrate ha però precisato che le notizie raccolte devono essere trasmesse nell’osservanza della normativa sulla riservatezza e protezione dei dati personali e utilizzate secondo il principio di necessità, attraverso particolari sistemi di elaborazione.

L’Agenzia ha inoltre specificato che il trattamento dei dati acquisiti è riservato esclusivamente agli operatori incaricati dei controlli, le cui operazioni sono compiutamente tracciate.

Delle novità che riguardano lo “spesometro” ci occuperemo nell’appuntamento con “Vediamoci chiaro”, di mercoledì 27 aprile 2011, alle 11.45 su Radio Alfa, insieme al nostro esperto di economia e tributi Enzo Carrella.

Per le vostre domande e commenti, come sempre, potete scrivere a redazione@radioalfa.fm o nello spazio commenti di questa notizia.

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