Vediamoci chiaro, le tasse più bizzarre dall’antichità ad oggi (AUDIO)

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“Non c'è nulla di certo in questo mondo, tranne la morte e le tasse”: lo diceva lo statista americano Benjamin Franklin, e non c’è niente di più vero, tanto più che la storia delle tasse si perde nella notte dei tempi. Nell’appuntamento di questa settimana con “Vediamoci chiaro” curato da Annavelia Salerno, il commercialista Enzo Carrella fa una sintesi delle tasse più bizzarre della storia dell’uomo: nell’antica Mesopotamia esisteva una sorta di tassa sui funerali, mentre i contadini venivano tassati sul raccolto presunto e non su quello effettivo (una specie di attuale redditometro).

Al tempo dei Romani fu introdotta la tassa che doveva essere pagata dagli abitanti dei territori conquistati che non si erano arresi velocemente; la tassa sui senatori scapoli fu ideata da Augusto per salvaguardare la famiglia come fondamento della società. Sempre ai tempi dei romani veniva applicata una tassa ai gestori delle latrine e quindi agli utilizzatori delle stesse. Nel ‘400 a Venezia si pagava la tassa sulle parrucche mentre nel ventennio fascista fu introdotta la tassa per i celibi.

Insomma, una sintesi divertente delle tasse più strane. 

Riascoltala qui

puntata del (23.09.2015)

 

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