Vallo di Diano (SA) – Identificati terreni con rifiuti speciali

Sono stati identificati i terreni del Vallo di Diano in cui sarebbero stati sversati rifiuti speciali liquidi provenienti da gran parte delle navi attraccate o comunque ormeggiate al porto di Napoli. Le località sono indicate nel decreto del Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che dispone il rinvio a giudizio dei 38 indagati nell’inchiesta Chernobyl, del 2007. Nel decreto si legge che i rifiuti, in virtù di contratto intervenuto tra l’Autorità Portuale di Napoli e il legale Rappresentate della Società Gruppo Riunito Sbarco "Ceneri", arrivavano negli impianti delle società Naturambiente, SO.RI.ECO. e FRA.MA. per essere lavorati e depotenziati della carica inquinante, ma in realtà stando a quanto sostiene l’accusa, i rifiuti speciali ne fuoriuscivano immediatamente senza essere lavorati e venivano trasferiti e abbandonati su terreni agricoli. Il responsabile Codacons del Vallo di Diano, Roberto De Luca, leggendo il decreto ha individuato le località in questione: Tempa Cardone del comune di San Pietro al Tanagro, Buco Vecchio del comune di Teggiano, Sanizzi del comune di Sant’Arsenio, e Via Larga a San Rufo. Il Codacons invita i sindaci dei comuni interessati a procedere alla bonifica dei terreni interessati e ben identificati da specifiche coordinate geografiche, come del resto aveva già chiesto la Procura della Repubblica di Santa Mara Capua Vetere già il 17 agosto del 2007.

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