Usura, atti e bolli alterati, assegni a vuoto. 22 indagati anche nel Salernitano

Sono 22 le persone indagate dalla Procura della Repubblica di Salerno che ha chiuso le indagini su un giro di usura fra la provincia di Salerno e la vicina Basilicata che vede il coinvolgimento anche di personaggi della provincia di Napoli.

Gli indagati devono rispondere anche di esercizio abusivo di attività finanziaria, contraffazione ed alterazione di atti pubblici, sigilli e valori bollati, emissione di assegni a vuoto ai danni di persone in difficoltà e nei confronti di titolari di attività commerciali operanti a Salerno, Capaccio Paestum, Battipaglia, Agropoli e diversi comuni del Cilento e della Piana del Sele. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Silvio Marco Guarriello della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno.

Altre due due persone sono decedute prima della chiusura delle indagini.

I fatti contestati risalgono al periodo tra il 2013 e 2015: numerosi i valori bollati alterati, alcuni dei quali sarebbero stati utilizzati anche per la cancellazione, presso la Camera di Commercio di Salerno. In un caso è stato alterato anche il timbro del Comune di Agropoli, utilizzato poi in calce ad una quietanza liberatoria di un assegno.

Inoltre, gli indagati sono accusati di aver approfittato della difficoltà economica di alcuni imprenditori e accogliendo la loro richiesta di posticipare l’incasso di alcuni assegni, gli venivano però applicati tassi usurai fino al 500%.

I 22 indagati hanno ora a disposizione 20 giorni di tempo per rendere dichiarazioni dinanzi al magistrato o presentare memorie difensive e produrre prove a loro discolpa. Dopo questo termine il pm chiederà al Gip il rinvio a giudizio.

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