Truffe aggravate ad INPS e Agenzia delle Entrate, 5 arresti e un ricercato. Tutti i dettagli

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Associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe aggravate ai danni dell’INPS e dell’Agenzia delle Entrate.  

All’alba di oggi i carabinieri di Nocera Inferiore, con il coordinamento della locale Procura della Repubblica, hanno eseguito 5 misure cautelari nelle province campane di Salerno, Benevento e Napoli ma anche a Lecce, in Puglia. Un sesto indagato è al momento irreperibile ed è ancora ricercato.  

I 5 arrestati sono: il presidente nazionale di Federaziende originario di Carmiano in provincia di Lecce; il presidente nazionale dell’EbiN (Ente Bilaterale) originario anch’egli di Lecce; un agente di Polizia Penitenziaria e gestore di Federaziende – regionale Campania, originario di Casoria in provincia di Napoli; un consulente del lavoro e responsabile di zona di Feraziende-Pagani originario di Sant’Egidio del Monte Albino; un consulente del lavoro e responsabile di zona di Federaziende-Moiano, in provincia di Benevento.

 

L’articolata attività investigativa, avviata lo scorso anno, ha consentito di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale composto da consulenti del lavoro, imprenditori e faccendieri che, attraverso compensazioni fittizie derivanti da importi relativi ad arretrati per assegni al nucleo familiare, malattia, maternità e bonus Irpef 80 euro, riuscivano ad ottenere indebite erogazioni previdenziali da parte dell’INPS e crediti di imposta da parte dell’Agenzia delle Entrate riuscendo a percepire indennità previdenziali pari a oltre 2 milioni di euro.

Le indagini sono state avviate presso gli studi di consulenza del lavoro di due degli arrestati, responsabili zonali di Federaziende Pagani e Moiano. Gli accertamenti effettuati hanno fatto emergere che i due consulenti facevano aderire le ditte, da loro gestite, a Federaziende e all’Ente Bilaterale E.Bi.N. I consulenti e i legali rappresentanti di 84 ditte anche loro indagati, hanno quindi dichiarato di aver anticipato fittiziamente a favore dei propri dipendenti la somma di 2 milioni di euro per assegni al nucleo familiare, malattia, maternità bonus Irpef 80, tutto indicato nelle denunce mensili Inps e sugli F24, con l’obiettivo di creare un credito inesistente nei confronti dell’erario. La somma, indebitamente percepita, è stata utilizzata per circa 680mila euro per il pagamento dei contributi ai lavoratori e per estinguere altri debiti tributari, e per circa 1 milione e 400mila euro a favore di Federaziende e all’ente bilaterale E.Bi.N. Gli indagati avevano individuato una falla all’interno del sistema di controllo dell’Inps e del SISPI (Società Italiana di Servizi per la Previdenza Integrativa) società partecipata INPS. L’adesione a Federaziende ed E.Bi.N. comportava per le società aderenti la possibilità di ottenere per i lavoratori subordinati, corsi di aggiornamento e formazione relativi alla sicurezza sul lavoro. Le indagini hanno però accertato che le somme non sono mai state destinate a questo scopo. Il sequestro preventivo e per equivalente ha riguardato in totale 90 indagati.

 

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