Trentacinque anni fa l’uccisione del carabinieri Carmine Tripodi di Torre Orsaia

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Oggi ricorre il 35esimo anniversario della morte del carabiniere Carmine Tripodi, vittima della ‘Ndrangheta. Era di Torre Orsaia, dove era nato nel 1960.  Tripodi nel 1982 divenne, appena 24enne, comandante della Stazione carabinieri di San Luca, in provincia di Reggio Calabria.

In Aspromonte erano gli anni di sequestri, delle richieste di riscatto e di morti. Il 24enne iniziò ad occuparsi di quelle storie e ad indagare su alcuni nomi e famiglie, e grazie al suo lavoro furono arrestati diversi esponenti delle famiglie mafiose coinvolte nei sequestri. La sua attività non piacque alla ‘Ndrangheta, e la sera del 6 febbraio 1985, a un mese dal suo matrimonio, Carmine Tripodi venne raggiunto da un commando mentre si trovava nella sua auto, e ucciso con colpi di fucile e pistola. Nonostante fosse stato ferito riuscì a reagire estraendo la pistola d’ordinanza e sparando uno dei sicari ma non gli lasciarono scampo.

 

Il 5 giugno 1986, in occasione della Festa dell’Arma dei Carabinieri celebrata in Roma, il Presidente della Repubblica gli conferì la “Medaglia d’Oro al Valor Militare”. A Carmine Tripodi è stata intitolata la caserma dei carabinieri di Torre Orsaia. Questa mattina, a San Luca si è svolta la commemorazione del 35° anniversario dell’eccidio del Brigadiere Carmine Tripodi.

 

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