Tre anni dallo sbarco di migranti più triste per la città di Salerno

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Sono passati tre anni dal drammatico sbarco di migranti al porto di Salerno che non fu certamente il primo, in quanto ne erano avvenuti diversi, e la città aveva già imparato a gestire la situazione sul piano logistico; non era pronta, probabilmente, sul piano emotivo, non era preparata al complicato impatto morale che questo sbarco ha comportato.

 

Questo perché quello del 5 novembre del 2017 fu lo sbarco probabilmente più triste dal momento che a bordo della nave spagnola Cantabria tra i 375 migranti a bordo vi erano anche i corpi senza vita di 26 giovani donne, alcune anche in avanzato stato di gravidanza.

C’erano stati altri morti prima di allora ma l’impatto in quel caso fu molto forte per tutti i salernitani, ma non solo, tanto che i corpi delle 26 ragazze furono sepolte non solo al cimitero di Salerno ma anche in quello di altri comuni che vollero offrire una sepoltura alle giovani morte tragicamente. L’allora prefetto di Salerno, Salvatore Malfi, definì quello che accadde “una tragedia dell’umanità”.

 

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