Tragedia Rigopiano, testimonianza del triste recupero dell’auto di Stefano Feniello rimasta intatta – VIDEO

Tragedia Ricopiano recupero-auto di Stefano Feniello
Non si danno pace mamma Maria e papà Alessio, i genitori di Stefano Feniello, il 28enne originario di Valva (Salerno), morto sotto le macerie del hotel Rigopiano di Farindola in Abruzzo, il 18 gennaio scorso, insieme ad altre 28 persone.

Undici i superstiti tra cui Francesca la fidanzata di Stefano

La famiglia Feniello che si è affidata all’avvocato Camillo Graziano, ha presentato un esposto in Procura a Pescara nei confronti del Prefetto, di una funzionaria della Protezione Civile e del sottosegretario di Stato Federica Chiavaroli, per conoscere la verità su quanto accaduto durante le operazioni di soccorso a Rigopiano dove lo stesso Prefetto aveva prima annunciato che Stefano era vivo sotto le macerie e poi, del 28enne non si sono avute più notizie fino al suo ritrovamento 4 giorni dopo, privo di vita.

stefano feniello hotel rigopianoA Maria e Alessio Feniello mercoledì è toccato anche il difficile e triste compito di recuperare la Fiat Panda di Stefano. L’auto è intatta e funzionante. Subito una drammatica domanda: Stefano se era nell’auto insieme a Francesca e non nell’Hotel si sarebbero salvati entrambi?

Una domanda che abbiamo rivolto anche all’avvocato Camillo Graziano in una intervista rilasciata in esclusiva per Radio Alfa a MariaTeresa Conte

Ascolta qui l’intervista integrale
Camillo Graziano, avvocato difensore Feniello

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