Tragedia Rigopiano, esposto in Procura della famiglia Feniello

I familiari di Stefano Feniello, una delle 29 vittime della tragedia dell’hotel Rigopiano di Farindola, in Abruzzo, hanno presentato un esposto in Procura nei confronti del Prefetto di Pescara, di una funzionaria della Protezione civile e del sottosegretario di Stato Federica Chiavaroli.

Chiedono di fare luce sulla vicenda del nome di Stefano, inserito erroneamente il 20 gennaio, due giorni dopo la tragedia, in una lista contenente i nomi di cinque superstiti che avrebbero raggiunto l’ospedale a breve.

Obiettivo della famiglia del giovane, originaria di Valva (Salerno), è capire se si sia trattato di un madornale errore di comunicazione o se vi sia qualcosa di poco chiaro che non si conosce.

Nel pomeriggio di venerdì 20 gennaio, durante una comunicazione ai famigliari dei dispersi da parte del Prefetto di Pescara e di una funzionaria di Protezione civile, il nome di Stefano era stato inserito nella lista di cinque persone estratte vive dai resti dell’hotel, che sarebbero arrivate a breve in ospedale a Pescara.

Il sabato mattina, secondo la ricostruzione della famiglia Feniello, il sottosegretario Chiavaroli aveva tranquillizzato la madre di Stefano dicendole che avrebbe presto rivisto il figlio.

Ma Feniello in ospedale non è mai arrivato. Il suo corpo è stato estratto quattro giorni dopo il ritrovamento della sua fidanzata, Francesca Bronzi, una degli undici superstiti.

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