Terremoto 80, la testimonianza e il ricordo di una volontaria giunta a Ricigliano. Ascolta

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39 anni fa il distruttivo terremoto che colpì Campania e Basilicata provocando quasi 3.000 morti, 9.000 feriti, 300mila senza tetto, 150mila abitazioni distrutte. Il terremoto del 23 novembre 1980, di magnitudo 6.9, decimo della Scala Mercalli, distrusse interi comuni. I più colpiti poiché più vicini all’epicentro furono Castelnuovo di Conza, Conza della Campania, Laviano, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Senerchia, Calabritto, Santomenna. Ma grossi danni ci furono anche a Valva, Oliveto Citra, Colliano, San Gregorio Magno, Salvitelle e a Ricigliano. 

Distruzione, morti, feriti e macerie ovunque, hanno segnato la storia del Mezzogiorno alle prese con una delle più grandi catastrofi della storia. Un tessuto economico e sociale distrutto da una scossa di terremoto della durata di 90 secondi. Nei paesi terremotati però, non mancarono gli aiuti.

 

Migliaia di volontari, militari, medici, giunsero da ogni parte d’Europa per portare sostegno, pasti caldi e aiuto nella ricostruzione e nella gestione dell’emergenza alle famiglie terremotate nell’area del Cratere. Tra questi volontari, un gruppo di giovani dipendenti dell’ex azienda Olivetti di Torino tra cui una 40enne di Ivrea, Giuliana Bonino, oggi 80enne, che giunse a Ricigliano.

La nostra Mariateresa Conte ha raccolto la sua testimonianza in una intervista esclusiva per Radio Alfa. La signora Bonino, volontaria della Caritas di Torino, oggi in serata sarà a Ricigliano. 

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Sisma 80 testimonianza a Ricigliano

 

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Una risposta

  1. Annamaria 23/11/2019

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