Teggiano: Truffata dal marito, la signora Agnese scrive a Napolitano

Ha scritto anche al presidente della Repubblica affinchè possa occuparsi del suo caso, la signora Agnese Di Sarli (nella foto), di Teggiano. Chiede innanzitutto giustizia dopo essere stata raggirata dall’uomo che aveva conosciuto a Roma nel 2008 e sposato due anni dopo sapendo che era un funzionario della Polizia di Stato, con un importante incarico alla DIA (Direzione investigativa antimafia). Nell’ottobre 2012 la notizia che sconvolge la sua vita: l’arresto del marito e la scoperta che era un falso poliziotto. La signora Agnese che ha raccontato la sua triste e dolorosa storia anche a Radio Alfa, chiede giustizia e l’annullamento del matrimonio.

“Dopo una lunga trafila tra avvocati e istituzioni varie mi rivolgo a lei per il mio caso a dir poco singolare, e dopo tutta l’odissea che sto vivendo – scrive nella lettera al Capo dello Stato – sembra che nella Costituzione italiana e nel Codice civile, che regola il matrimonio all’articolo 122 del diritto civile, io non possa ottenere l'annullamento”.

La signora Agnese chiede al presidente Napolitano di prendere in considerazione la sua vicenda. “Io sono stata vittima – scrive ancora fra le altre cose – di una violenza che mi ha uccisa dentro, ma che alla luce del nostro diritto civile nonostante dimostrato la natura reale di quest'uomo, non mi svincola da questo vincolo che altro non è stato che una farsa messa in atto ai miei danni”. “Signor Presidente – aggiunge – non bisogna essere uccisi per essere morti non bisogna essere sfregiati fisicamente per portarne i segni, io sono stata uccisa moralmente e sfregiata nei miei valori morali ed etici ma non c'e giustizia che mi difende”.

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