Teggiano, caso Aurora Babino morta nel 2011. Assolti i medici che la curarono

Si è concluso con l’assoluzione il processo di primo grado a carico di tre medici dell’ospedale di Polla imputati di omicidio colposo per aver seguito il caso della piccola Aurora Babino, la bambina di 2 anni di Teggiano deceduta il ‎3 marzo del 2011 all’ospedale Santobono di Napoli dopo essere stata ricoverata all’ospedale di Polla.

Ieri, il giudice  del Tribunale di Lagonegro ha assolto, per non aver commesso il fatto, i medici Maria Gabriella Carbone e Pasqualino Mazzeo, mentre il dottor Giancarlo Cimino è stato assolto in quanto non punibile per colpa lieve. Il pm aveva chiesto per lui la pena di 6 mesi di reclusione.

Nel 2016 erano stati assolti altri 5 medici che invece avevano scelto il rito abbreviato.

Il giudice in quell’occasione aveva basato la sua decisione sull’esito della perizia, la seconda, disposta sulle cartelle cliniche della bambina. Secondo il professor Roberto Miniero, docente presso l’università di Catanzaro, i medici di Polla avevano applicato correttamente tutti i protocolli terapeutici.

All’inizio delle indagini, avviate a seguito della denuncia dei genitori della piccola Aurora Babino, gli indagati erano 22 tra medici e infermieri dell’ospedale di Polla e di Napoli. Poi una prima svolta si ebbe con la richiesta di rinvio a giudizio per solo 8 medici allora in servizio alla pediatria dell’ospedale pollese.

Una vicenda delicatissima. Sette anni fa la bimba morì al Santobono di Napoli, dove giunse dopo un doppio ricovero all’ospedale di Polla. Una morte che sarebbe avvenuta a causa di uno “choc irreversibile conseguente a squilibrio idro-elettrolitico causato da perdita di liquidi e sali a causa di vomito e diarrea”.

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