Strage Bus del 2013, fra gli imputati una donna salernitana. Ieri le richieste della Procura di Avellino

C’è stata la requisitoria della pubblica accusa ieri al processo in corso ad Avellino sulla strage del bus precipitato dal viadotto Acqualonga dell’A16 Napoli-Canosa il 28 luglio 2013. Morirono ben 40 persone.

Fra gli imputati c’è anche la salernitana Antonietta Ceriola, originaria di Giffoni Sei Casali, funzionaria della Motorizzazione civile di Napoli, per la quale il pm ha chiesto 9 anni di reclusione. E’ accusata di aver contribuito alla falsificazione della revisione del pullman precipitato dal viadotto. Il pm Cecilia Annecchini ha chiesto invece 12 anni per il proprietario dell’autonoleggio di Pozzuoli, Gennaro Lametta, principale imputato. Per Vittorio Saulino, anch’egli dipendente della Motorizzazione, chiesti 6 anni.

La requisitoria dell’accusa continuerà nelle udienze fissate il 10 e il 19 di ottobre e il 2 novembre. Nell’udienza fissata per il 16 novembre, cominceranno le arringhe della difesa dei 15 imputati.

Ad ampliare il raggio d’azione della procura di Avellino, guidata da Rosario Cantelmo, potrebbe essere in particolare la perizia del professor Felice Giuliani, docente presso l’università di Parma, incaricato dal Tribunale di esprimersi sulle cause che determinarono l’incidente. In particolare, Giuliani ha messo sotto accusa la scarsa manutenzione delle barriere e dei bulloni che bloccano i “New Jersey” alla sede stradale.

Una analisi contestata in aula dai legali di Autostrade per l’Italia, secondo i quali la perizia “è basata su modelli, criteri e tecniche superati”.

Il procuratore Cantelmo ha chiesto l’acquisizione della perizia al fine di valutare la sussistenza di ulteriori ipotesi di reato. Potrebbe quindi aprirsi una più ampia inchiesta a livello nazionale sulla sicurezza delle barriere protettive lungo tutta la rete autostradale italiana.

Lascia un Commento