S.G. a Piro (SA) – Avrebbero favorito una cooperativa “amica”. Indagato anche il marito del sindaco

Abuso d’ufficio e turbativa d’asta. Queste le principali accuse da parte del sostituto procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, Renato Martuscelli, nei confronti di Carlo Palumbo, marito del sindaco di San Giovanni a Piro Maria Stella Giannì, del vicesindaco Alberto Astone e del responsabile dell’ufficio tecnico Raffaele Laino, quest’ultimo accusato anche di falso ideologico in atti pubblici. Sono dieci in tutto le persone che hanno ricevuto l’avviso di garanzia dal pm vallese, tra cui anche il presidente della cooperativa, Gaetano Antonio Napolitano, ed altri sei soci. Gli indagati avrebbero favorito, senza che ne avesse i requisiti e risultando addirittura inattiva, la cooperativa sociale Albatros i cui soci risultano essere parenti di candidati nella lista di maggioranza e di un consigliere eletto, sia nella gara d’appalto per la concessione delle aree di parcheggio che nella gestione dei servizi portuali a Scario. Il primo cittadino, sentito da Radio Alfa, si dice tranquillo. “Ho piena fiducia nella magistratura – afferma la Giannì  – e sono sicura dell’estraneità ai fatti contestati da parte di mio marito, del vicesindaco e di tutti gli altri indagati. Si tratta– continua il sindaco – di un polverone mediatico che va a danno esclusivo di giovani lavoratori del posto”. Il consigliere di minoranza Ferdinando Palazzo, che assieme al collega Felice Gagliardo aveva presentato alla procura di Vallo l’esposto-denuncia, parla di "grave questione morale all’interno della giunta", ma la Giannì, ribatte accusando l’opposizione di "voler agire a danno del territorio".

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