Sei indagati nell’inchiesta sul sequestro dei cantieri Porta Ovest a Salerno

Sono sei le persone indagate nell'inchiesta della Procura della Repubblica di Salerno che ieri ha portato al sequestro dei cantieri di Porta Ovest, nell'area portuale della città campana.

Si tratta di Vincenzo Manganiello, amministratore della Tecnis Spa, società impegnata nei lavori; Francesco De Rosa, legale rappresentante della ditta appaltante; Mario Vitale, direttore del cantiere; Paolo Costa, capo cantiere; Ludovico Amoretti e Antonio Morabito, entrambi direttori del cantiere.

Nei loro confronti sarebbe ipotizzato il reato relativo al crollo colposo per una deformazione di sbarre di contenimento del calcestruzzo per il sostegno delle paratie che mantengono ferme le gallerie.

I magistrati ipotizzano anche l'impiego di materiale diverso da quello previsto nell'esecuzione delle opere, in particolare una miscela di calcestruzzo diversa da quella del progetto. 

 

Si dicono sorpresi i vertici della Tecnis Spa, la società impegnata nei lavori di realizzazione del progetto "Salerno Porta Ovest", i cui cantieri ieri sono stati sottoposti a sequestro per decisione della Procura di Salerno.

“L’attività istruttoria in corso – affermano dalla  Tecnis – consentirà di acclarare le ragioni della società e di escludere la sussistenza di rischi o pericoli per la pubblica incolumità così da poter riprendere i lavori e consegnare l'opera nei tempi previsti”.

La Tecnis sottolinea che “tutte le operazioni di costruzione e le scelte dei materiali sono avvenute in conformità alle disposizioni del progetto esecutivo così come validato e in corso d'opera controllato dalla stazione appaltante tramite la direzione lavori”. Per quanto riguarda la posa in opera del rivestimento provvisorio, la Tecnis precisa che questa attività rientra nella normale e abituale procedura di costruzione e nel rispetto del progetto. 

 

L’Autorità Portuale di Salerno, stazione appaltante del progetto Porta Ovest, in riferimento al sequestro giudiziario dei cantieri afferma che “l’intervento della magistratura non può che rappresentare per questa Autorità Portuale un ulteriore momento di importante controllo per un'opera così strategica per la città di Salerno”.

In una nota, l'Autorità Portuale precisa che si tratta di un sequestro probatorio per accertare, come riferisce l'Impresa esecutrice e la Direzione dei Lavori, la regolarità di procedure esecutive relative a lavori realizzati nel mese di dicembre 2014, limitatamente a un tratto di 6-7 metri di gallerie su un totale di oltre 2 km metri realizzati fino ad oggi. L'Autorità Portuale auspica "una velocissima verifica da parte dell'Autorità Giudiziaria al fine di concludere un'opera così importante per lo sviluppo economico dell'intera Provincia e non solo" anche "perché il finanziamento europeo prevede l'obbligo di utilizzo delle risorse entro dicembre 2015". 

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