Scafati, costringeva una connazionale a fare la badante. Un arresto

Sfruttava il lavoro di una connazionale, sotto minaccia e privandola della libertà. Con l’accusa di riduzione in schiavitù, come screive oggi il quotidiano La Città, è finita in manette una donna bulgara di 56enne, residente a Scafati. La donna avrebbe sequestrato e sfruttato il lavoro di una ventenne connazionale, costringendola a fare la badante, soggiogandola con violenza e minaccia. La ragazza era anche costretta a versare i suoi guadagni. Con la 56enne risulterebbero indagati anche sua figlia, 20enne, e il marito.

La vittima, giunta in Italia, sarebbe stata privata di passaporto e cellulare. A quel punto, senza alcun contatto con la famiglia di origine in patria, sarebbe stata chiusa in casa dai connazionali.

Avrebbe subito anche violente aggressioni addirittura con delle catene. La ragazza era “impiegata” come badante presso una famiglia italiana ma era costretta a consegnare ai suoi aguzzini, i soldi che le venivano dati come compenso. Secondo il dettagliato racconto fatto agli investigatori, la ragazza al rientro dal lavoro, veniva perquisita e picchiata quotidianamente dai componenti della famiglia di sequestratori alla ricerca dei soldi. Un componente della famiglia a turno la accompagnava al lavoro e andava a riprenderla proprio per evitare che avesse contatti con persone esterne. 

Un incubo durato da febbraio di quest’anno, fino a qualche giorno fa quando direttamente dal consolato bulgaro è stata inviata una nota ai Carabinieri affinchè accertassero la veridicità di quello che appariva come un terribile sospetto.

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