Scafati, Aliberti resta in carcere. Il suo stato di salute è compatibile con la detenzione

Lo stato di salute dell’ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, è compatibile con la detenzione in carcere. Lo ha riferito questa mattina in udienza il perito nominato dal tribunale di Nocera Inferiore, il dottore Carlo Pagano.

A darne notizia Il Mattino

Nonostante la dipendenza da un particolare tipo di farmaco, Aliberti in carcere può essere controllato e seguito da specialisti, già operativi presso la casa circondariale di Fuorni.

L’ex sindaco soffre di un forte stato di depressione, legata a sua volta ad una condizione forte di stress, causata – secondo il consulente – dopo l’avvio dell’inchiesta giudiziaria che lo riguarda. Aliberti è coinvolto nel processo “Sarastra” che punta a fare luce sul presunto patto tra la classe politica ed esponenti del clan camorristico Loreto-Ridosso nell’Agro nocerino.

Tra le accuse quella di scambio elettorale politico-mafioso, minaccia, violenza privata e abuso d’ufficio, aggravate dal metodo mafioso.

L’ex sindaco era ai domiciliari in una casa a Roccaraso, prima di finire nuovamente in carcere per un aggravamento della misura. Pur essendo ai domiciliari infatti aveva inviato delle lettere ad alcuni parenti e ad altre persone a Scafati.

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