Sant’Arsenio (SA) – Bimbo conteso, il Tribunale affida in via esclusiva il piccolo al padre

Sono di questa mattina gli sviluppi nell’ambito della vicenda del bimbo di 6 anni conteso tra il padre di Sant’Arsenio e la madre italo-venezuelana. In mattinata si è appresa la decisione del presidente del Tribunale di Sala Consilina in relazione alla causa di separazione fra i due coniugi, di cui ieri si è svolta l’udienza, ma con la donna che non si è presentata. Il giudice ha concesso al padre l’affido del bambino in via esclusiva così come anche la casa coniugale. La madre potrà vedere il piccolo tre volte alla settimana alla presenza del padre o di una persona di fiducia dell’uomo e la donna dovrà anche versare l’assegno familiare. Nella decisione il presidente ha evidentemente tenuto conto del comportamento della mdre del piccolo che non presentandosi ha peggiorato la propria posizione.
L’avvocato Enrico D’Amato, legale del padre del bambino, è soddisfatto della decisione del Tribunale salese, ma esprime preoccupazione per il comportamento della donna che ha fatto perdere le proprie tracce da almeno quattro giorni e il bambino non è stato fatto rientrare in Italia così come ha stabilito anche il Tribunale di Caracas. Al rientro in Italia dal Venezuela, la donna infatti era stata arrestata (poi rimessa in libertà) proprio perché non aveva eseguito la sentenza del tribunale di riportare il bambino a Sant’Arsenio. L’avvocato D’Amato intervenendo oggi a Radio Alfa ha voluto proprio evidenziare lo stato di frustrazione e preoccupazione del padre che non vede il figlio da parecchio tempo. Il legale auspica anche l’intervento della diplomazia italiana nei confronti delle istituzioni venezuelana per la soluzione della delicata vicenda.
L’avvocato Enza Guerra, difensore della madre del bimbo conteso, non è voluto intervenire in diretta a Radio Alfa, ma ci ha riferito che al momento non ha notizie della sua assistita. Ha poi precisato che la decisione del presidente del Tribunale rispetto all’affido del piccolo è temporanea, quindi suscettibile di poter variare nel tempo. L’avvocato Guerra, nel sottolienare che in questa vicenda la vittima rimane il bambino, spiega che la madre italo-venezuelana era tornata in Italia su invito del marito per arrivare a una separazione consensuale e concordare sull’affido del minore che da tre anni si trova a Caracas e ha già iniziato la scuola. La donna, secondo quanto ci ha riferito il suo legale, aveva proposto all’Ex di lasciar frequentare al piccolo la scuola venezuelana e di farlo tornare in Italia durante l’estate e negli altri periodi di vacanza durante l’anno. Di fronte a questa proposta avrebbe però trovato l’opposizione del padre del minore.
Il caso naturalmente è più complicato di tanti altri, anche simili, per le enormi distanze chilometriche che separano l’Italia dal Venezuela.
      

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