Sanità, ore aggiuntive non pagate. È la situazione di decine di medici in servizio negli ospedali zona Sud secondo la Cgil

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La Fp Cgil Salerno denuncia una situazione ormai ingestibile nei presidi ospedalieri del Cilento, Vallo di Diano e Valle e Piana del Sele: grave carenza di personale, prestazioni aggiuntive non retribuite da mesi, budget 2025 già esaurito al 31 agosto e assenza di confronto sindacale sul tema con la dirigenza dell’ASL.
La denuncia non è isolata, ma condivisa da tutto il personale che, nonostante mesi senza retribuzione per le ore aggiuntive lavorate, continua a garantire i servizi ai cittadini con grande senso del dovere.
“Nonostante il lavoro di matematici e sociologi, la somma non fa il totale, e gli ospedali più fragili rischiano di non garantire i servizi, mentre i medici continuano a lavorare gratis”, denuncia Antonio Capezzuto, segretario generale Fp Cgil Salerno. “Abbiamo chiesto un tavolo di confronto oltre due mesi fa: nessuna risposta. Se questo è il metodo, è chiaro che la fiducia è venuta meno”.
Il sindacato ha calcolato che il budget regionale per le prestazioni aggiuntive è già stato consumato al 31 agosto, lasciando senza copertura i mesi cruciali dell’autunno e dell’inverno. Il rischio, concreto, è che salti la garanzia LEA, con un danno sociale e sanitario enorme.
I presidi più colpiti sono quelli dell’area sud della provincia, con situazioni critiche ormai non più sostenibili:

•A Sapri sono terminate le risorse pure per il Pronto Soccorso e il Centro Trasfusionale, strutture indispensabili per l’area critica emergenziale e per le sale operatorie.
•A Oliveto Citra il budget è insufficiente non solo per il Pronto Soccorso, ma anche per il reparto di Chirurgia, considerato una eccellenza provinciale con il più alto numero di interventi per neoplasie del colon e della tiroide in tutta l’ASL.
•A Polla, Vallo della Lucania ed Eboli-Battipaglia la distribuzione delle ore aggiuntive è giudicata “diffusamente insufficiente” rispetto al fabbisogno reale, con forti ritardi nei pagamenti.
•A Roccadaspide, classificato come “ospedale di area disagiata” dal DM 70/2015, dovrebbe essere garantita la presenza di un Pronto Soccorso e di una Chirurgia con possibilità di ricovero. In realtà, vi è un solo urgentista in servizio, mentre la Chirurgia Polispecialistica, con 14 posti letto e soli 4 chirurghi, ha ricevuto budget pari a zero.
•Il caso di Agropoli è emblematico: l’ospedale continua a cambiare missione, ora riabilitativa, ora emergenziale, ma i fatti restano. Nel 2024 il Pronto Soccorso ha registrato quasi 12.000 accessi, tuttavia il Pronto Soccorso può contare solo su 3 medici, e nei reparti sono presenti solo due internisti per Medicina e un medico per la Riabilitazione. Anche qui, il budget assegnato è zero, sia per il Pronto Soccorso, sia per la Riabilitazione e per la Medicina, sia per l’eventuale supporto cardiologico o rianimativo, ad ausilio di un presidio che dovrebbe essere dotato anche di camera iperbarica.
Ne abbiamo parlato in diretta con il segretario Capezzuto. 

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4 Commenti

  1. Giuseppe 08/09/2025
  2. Giovanni 08/09/2025
  3. Giovanni 08/09/2025
  4. Giovanni 08/09/2025

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