
I cittadini del sud si spostano più degli altri per cercare cure sanitarie. E’ quanto si legge in una nota di Fondazione Gimbe secondo cui in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto si concentra il 95,1 per cento del saldo attivo della mobilita’ sanitaria, ovvero la differenza tra risorse ricevute per curare pazienti di altre Regioni e quelle versate per i propri residenti curati altrove.
Sul versante opposto, a pagare il prezzo piu’ alto sono Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Sardegna, che insieme assorbono il 78,2 per cento del saldo passivo.
In questo caso, gli esborsi per cure ricevute dai propri residenti in altre Regioni, per la Campania pesano per il 9,4%.
“I saldi regionali – spiega Cartabellotta, presidente Gimbe commenta il Presidente – evidenziano un’enorme frattura strutturale tra Nord e Sud. Le sole Regioni con un saldo positivo superiore a 100 milioni di euro si trovano tutte al Nord, mentre quelle con un saldo negativo oltre 100 milioni di euro appartengono tutte al Mezzogiorno, con l’eccezione del Lazio. Infine, la mobilita’ sanitaria riguarda prevalentemente i ricoveri ospedalieri e non restituisce le diseguaglianze nell’assistenza territoriale e socio-sanitaria. Ovvero, il divario reale tra le Regioni e’ ancora piu’ marcato”.
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