SALERNO – Uffici comunali in coma, lettera aperta del sindacato a De Luca

Lettera aperta del sindacato al primo cittadino. Dopo lo sciopero dei dipendenti comunali dello scorso 31 maggio, tornano in campo le rappresentante sindacali unitarie del Comune di Salerno che, in una lettera aperta al sindaco De Luca, hanno voluto esternare le loro preoccupazioni per il funzionamento della macchina amministrativa comunale.
"Gli uffici municipali sono in stato di coma irreversibile, si legge nella lettera. Confusione al Comune che ingenera una fuga dalle decisioni. Comandare non è detto che significhi decidere. Si è sempre detto e saputo, si legge ancora, che dove sono troppi a comandare, nasce la confusione. Una confusione che al Comune di Salerno diventa ancora più marcata ed evidente perché, è vero che a comandare sono in tanti e lo fanno anche male, ma quello che è un pio e irrealizzabile desiderio è la mancanza del governo della decisione. Proprio così, perché comandare non è detto che significhi decidere. Gli uffici municipali sono in uno stato di “coma amministrativo” che rischia di divenire irreversibile, in conseguenza di comportamenti di una classe dirigente (non tutta, per fortuna) che vive, con frustrante sofferenza un “governo verticistico” e “autarchia decisionale” della macchina municipale, nella quale non vi sono qualità e idee per esprimere opinioni e punti di vista. Questo ingenera una “fuga” dalle decisioni che inficia ogni ipotesi di soluzione delle numerose problematiche che ormai stanno inceppando i meccanismi degli apparati burocratici, fortemente condizionati fino a essere passivamente soggiogati».
De Angelis che firma la missiva poi prosegue sottolineando che "la crisi economica, la necessità di rispettare il patto di stabilità, la ristrettezza delle risorse e l’obiettivo di migliorare le entrate economiche, imporrebbero una non più rinviabile attenzione al funzionamento degli uffici e al reale riconoscimento delle attività e dei livelli professionali che le esprimono. Invece permane uno stato di buio profondo nel quale tutte le vacche sono nere. Non un bagliore o un segnale di vera prospettiva per soluzioni obiettive e permeate di realismo. Si passa indifferentemente da condizioni di vero e proprio delirio d’onnipotenza, secondo il quale tutto è possibile e si può fare, soprattutto se sono altri a doverlo fare, a crisi d’identità e di somatizzazione di stati depressivi mutuati dalla crisi che attraversa il Paese, come se, le autonomie locali e il loro corpo strutturante, amministratori e dipendenti, fossero corpi estranei a esso e quindi non possono che subire le conseguenze di un Paese che vive la crisi. In sostanza una inaccettabile rassegnazione perché si tratterebbe di mal comune e quindi, qualcun altro prima o poi risolverà.
 La nostra organizzazione, conclude, è pronta a confrontarsi dui temi relativi all’organizzazione delle attività municipali e a rintracciare percorsi di governo delle decisioni che sovrintendono alla gestione della macchina municipale. Occorre ottimizzare le risorse e scongiurare ricadute sui servizi, sui cittadini e sulla città, consapevoli come siamo che non sono i proclami da un lato, e l’attendismo, dall’altro, a scongiurare pericolose e dannose ricadute. Attendiamo una convocazione del sindaco per confrontarci su questi temi".

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