SALERNO – Sequestro da 2,5 milioni di euro nell’ambito del crack Alvi

Beni mobili ed immobili, appartenenti ai soggetti coinvolti nel crack Alvi, sono stati posti sotto sequestro preventivo dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Salerno su provvedimento emesso dal G.I.P. del Tribunale di Salerno. In base ai risultati delle indagini, l’intera e complessa vicenda sarebbe stata caratterizzata da diverse operazioni poste in essere dagli amministratori delle varie società riconducibili, a vario titolo, al “c.d. Gruppo ALVI” che, se da un lato hanno determinato il progressivo svuotamento del patrimonio sociale, dall’altro, hanno consentito alla famiglia Villani di assicurarsi ingenti risorse economiche anche attraverso gli ipotizzati reati di riciclaggio e di impiego di fondi di provenienza illecita addebitati a Pasquale Pecoraro e Luigi Villani, rispettivamente cognato e figlio di Angelo Villani. Sono state sottoposte a sequestro preventivo, dunque, le disponibilità finanziarie trovate su 22 rapporti bancari riconducibili ai fratelli Villani, Luigi Stile, Bartolomeo Pagano, Vittorio Aliberti, Luigi Villani e Pasquale Pecoraro. Nello stesso contesto, analogo sequestro ha riguardato, per un valore complessivo di circa 2,5 milioni di euro, i beni mobili ed immobili riconducibili a Pasquale Pecoraro e Luigi Villani. In particolare, il primo, sarebbe colui che, direttamente e indirettamente, attraverso “lo schermo” della “I PRODOTTI DEL SOLE S.r.l.”, società da lui amministrata, ha effettuato l’opera di “ripulitura e successivo reimpiego” dei proventi derivanti dai reati di natura fallimentare commessi nell’amministrazione della ALVI e delle società collegate. E’ stato sottoposto a sequestro anche l’immobile di proprietà di Angelo Villani, situato a Salerno, in viale delle Querce. Secondo gli investigatori, la metà della somma relativa al mutuo gravante sull’immobile, circa 650 mila euro, sarebbe stata pagata con somme di denaro derivanti dai proventi delle condotte distrattive e dissipatrici che hanno portato al crack dell’azienda.

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