SALERNO – Scandalo Ior, inttervento dell’Arcivescovo Moretti

L’arcivescovo di Salerno Luigi Moretti in riferimento allo scandalo Ior che ha coinvolto monsignor Nunzio Scarano, 61enne originario di Salerno, ha detto che il caso non si svolge qui perché Scarano vive fuori. “Io credo – ha affermato Moretti – che dove c’è la povertà degli uomini c’è bisogno di purificazione. Conversione e redenzione per tutti. Dove ci sono macchie esse impoveriscono tutti a cominciare dalla Chiesa stessa. Il male colpisce sempre e colpisce tutti.” Per l’arcivescovo di Salerno “o siamo dentro una testimonianza di fede vera oppure possiamo cambiare mestiere”.
Monsignor Moretti ha poi concluso sottolineando che sul caso Scarano per avere un giudizio sereno e veritiero bisogna aspettare il capolinea di tutti i percorsi e va trattato con attenzione e rispetto.

Oggi intanto per monsignor Scarano è la giornata del confronto con i magistrati a Regina Coeli. L’alto prelato comparirà davanti al gip del Tribunale di Roma, Barbara Callari, e i pm Stefano Rocco Fava e Stefano Pesci che accusano il monsignore di corruzione e di calunnia legate al presunto tentativo di far rientrare in Italia 20 milioni di euro, sospettati di essere frutto di un’evasione fiscale, di amici di Scarano.

All’interrogatorio di garanzia saranno sottoposti anche gli altri due arrestati per la stessa vicenda: il broker finanziario Giovanni Carienzo, detenuto a Napoli, e l’ex sottufficiale dei Carabinieri Giovanni Maria Zito, all’epoca dei fatti, luglio 2012, distaccato presso l’Aisi ed ora recluso nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Per tutti e tre i protagonisti della vicenda l’accusa è di concorso in corruzione.

L’accusa di calunnia per monsignor Scarano si riferisce ad una falsa denuncia di smarrimento di un assegno da 200mila euro consegnato, in realtà, a Carienzo come saldo del compenso per il suo ruolo svolto.

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