Salerno, pronti i primi dati dello screening sulle morti per tumore a Fratte

Sono giunti sulle scrivanie dei magistrati della Procura di Salerno, Penna e Guarriello, i risultati dello screening epidemiologico disposto dagli stessi pm per stabilire se c’è un nesso tra le morti per tumore e la presenza delle Fonderie Pisano nella zona di Fratte a Salerno. I magistrati della Procura di Salerno dal mese di marzo 2016 indagano sulle denunce dei Comitati.

Come noto a seguito delle indagini è stata disposta per alcuni mesi anche la chiusura della Fabbrica che ora ha ripreso l’attività ma avendo meno commesse lavora a scartamento ridotto.

I periti incaricati di eseguire il monitoraggio hanno esaminato 39 cartelle cliniche, di cui 36 appartenenti a persone decedute a causa di tumori e 3 di persone malate ma ancora in vita. Secondo quanto emerso dallo screening dei medici, ci sarebbero alcuni parametri che aprirebbero diverse ipotesi sulle cause che avrebbero prodotto l’insorgere della malattia: molti dei pazienti deceduti o semplicemente malati sarebbero anche accaniti fumatori.

Secondo quanto scrive Metropolis, sulla vicenda ci sono diverse sentenze della Corte di Cassazione, anche in contrasto tra loro, che stabiliscono che quando la causa della morte è prevalentemente derivata dal fumo non la si può attribuire alle polveri sottili. In altre, invece, se l’aspetto inquinante è determinante per un malato terminale va dimostrato con ulteriori indagini per capire in che modo abbia inciso. C’è da tenere presente inoltre che nessun operaio delle Fonderie in decenni di attività nella fabbrica di Fratte ha mai accusato patologie derivanti da polveri sottili.

I decessi sono invece ritenuti anomali dal Comitato “Salute e Vita” che aveva consegnato una lista di 215 persone decedute. Elenco che poi si è ridotto a 39 decessi e su cui ora la Procura sta cercando di fare piena luce attraverso un’indagine a tutto campo.

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