SALERNO – Primarie PD, per Renzi non sono una guerra fratricida

Le primarie "sono un confronto e non una guerra fratricida". Così il candidato Matteo Renzi, che ieri a Salerno ha partecipato ad una affollata manifestazione in un hotel del capoluogo. Quanto al futuro del rapporto con l’Udc di Casini, dopo la carta di intenti sottoscritta da Bersani e Vendola, il sindaco di Firenze risponde con una battuta ai giornalisti: "Parlate con Bersani, è lui che si occupa di equilibri. Il centrosinistra per 20 anni – ha aggiunto Renzi – si è alleato non per qualcosa ma contro qualcuno. L’unica politica era l’antiberlusconismo che per 20 anni ci ha regalato Berlusconi”.

Ad ascoltare il sindaco rottamatore c’erano più di mille persone, soprattutto giovani giunti anche dalla provincia. Tra i politici alcuni ex e alcuni giovani sindaci del salernitano, come quelli di Giffoni valle Piana, Sassano, Atena Lucana, Centola e Casalbuono. Assente, come previsto, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, schierato con Bersani. "Grande e affettuosa stima per il sindaco di Salerno – ha detto Renzi – che ha scelto di sostenere Bersani. Per molti aspetti è comprensibile, vista la vicinanza generazionale che li accomuna. Ma noi – ha detto Renzi – non facciamo una battaglia né contro Bersani né contro De Luca".

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