Salerno – PD, scoppia il caso De Luca, Renzi lo difende

Scoppia il caso De Luca, sindaco di Salerno e viceministro, ora renziano, che il sindaco di Firenze candidato alla segreteria del Pd difende facendosi cadere addosso una pioggia di critiche. Il sindaco di Salerno è finito sotto i riflettori nazionali per le anomale votazioni nei circoli salernitani che hanno scelto i delegati alla convenzione nazionale. E’ intervenuto anche il Movimento 5 Stelle presentando una mozione di sfiducia. “Le dimissioni si chiedono ai condannati, non agli indagati. In un Paese civile l’avviso di garanzia non è una condanna” mette in chiaro Matteo Renzi difendendosi da quanti lo accusano di aver usato il doppio peso nel caso del ministro Cancellieri. Il caso del Guardasigilli, secondo Renzi è diverso: “In un Paese civile il ministro della Giustizia – afferma Renzi – non chiama la famiglia di tre arrestati e un latitante”.

Ma all’interno del Pd, un altro esponente del partito salernitano, il deputato Guglielmo Vaccaro, dell’area Letta, afferma: “La copertura che Matteo Renzi sta dando al sindaco di Salerno, che da circa 7 mesi versa in una condizione di conclamata incompatibilità, è imbarazzante”.

Ma c’è anche un caso giudiziario che riguarda il tesseramento del Pd Salernitano. Il sostituto procuratore della Dda Montemurro vuole capire cosa è successo nella campagna di tesseramento 2012. Il magistrato prima di recarsi nella sede nazionale del Partito vuole mettere a posto ancora diversi tasselli e poi ascoltare i componenti della commissione nazionale di garanzia del Partito Democratico e lo stesso ex segretario nazionale Pier Luigi Bersani, la cui firma compare nelle tessere incluse nel fascicolo d’indagine nazionale di garanzia del Pd.

Tessere in bianco ed elenco trovati nella disponibilità di un imprenditore di Nocera Inferiore senza alcun collegamento apparente con la segreteria provinciale del Pd.

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