Salerno: Nuovo arresto per monsignor Scarano, coinvolte altre due persone

Nuovo arresto questa mattina per monsignor Nunzio Scarano, l’ex contabile dell’Apsa (Amministrazione patrimonio Sede Apostolica), che era già ai domiciliari nella sua abitazione a Salerno. La Guardia di Finanza gli ha notificato un’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari che riguarda anche un altro sacerdote, Luigi Noli, anch’egli ai domiciliari, e il notaio Bruno Frauenfelder, per il quale è stato disposto il divieto temporaneo di esercitare l'attività professionale. Gli investigatori avrebbero accertato finte donazioni per milioni di euro. Le accuse ipotizzate dalla Procura della Repubblica di Salerno nella nuova ordinanza nei confronti di monsignor Scarano sono concorso in riciclaggio e falso. L’inchiesta riguarderebbe il riciclaggio di ingenti somme di denaro. Si indaga su versamenti di somme illecite per milioni su conti presso lo Ior, la Banca Vaticana, e reimpiegate per l’acquisto di beni, costituzione di società e estinzione di un mutuo. Le persone indagate sono in tutto 52.

Nel corso delle indagini delle Fiamme Gialle sarebbe emersa la riconducibilità a Scarano di numerosi conti bancari presso lo Ior. Gli investigatori avrebbero accertato che le notevoli somme di denaro nella disponibilità del prelato per un importo di oltre 5 milioni di euro deriverebbero dalla famiglia di armatori D’Amico, anche mediante il ricorso a società offshore in paradisi fiscali. Tali somme che all'apparenza erano destinate a finalità assistenziali e benefiche sarebbero invece state utilizzate da Scarano per investimenti immobiliari tra cui un appartamento di 17 vani a Salerno e la costituzione di società immobiliari.

E secondo l’ipotesi investigativa monsignor Scarano avrebbe contattato una 60ina di persone chiedendo ad ognuno di loro la compilazione di un assegno circolare con somme intorno ai 10mila euro, spiegando di dover ripianare i debiti di una società immobiliare titolare di alcune abitazioni nel centro storico di Salerno. Gli assegni in realtà sarebbero stati soltanto una partita di giro, in quanto al momento della consegna i donatori avrebbero ricevuto l’equivalente in denaro contante.

In mattinata, la Guardia di Finanza oltre ai provvedimenti cautelari ha eseguito sequestri di disponibilità finanziarie e conti correnti nella sede dello Ior in Vaticano.

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