Salerno – Morte in ospedale, il manager: assicurate terapie necessarie

Ci sono già i risultati dell’indagine interna disposta dalla Direzione Generale dell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno in merito alla morte dell’uomo di 42 anni, affetto da Hiv, avvenuta martedì 3 settembre per arresto cardiocircolatorio, dopo una inutile ricerca di posti letto in altri tre ospedali della Campania e in un reparto adeguato alla patologia. La Direzione del Ruggi fa sapere che dalla relazione trasmessa ieri, a conclusione dell’indagine interna, si evince che la patologia acuta accertata veniva codificata al Pronto Soccorso in “codice verde”, cioè bisognevole di terapia idratante e antipiretica, somministrata in costanza di ricovero. Il paziente, nonostante il mancato ricovero in reparto per assenza di posti letto, è stato sottoposto, fanno sapere dalla Direzione, ad una serie di accertamenti di laboratorio, radiografici ed elettrocardiografici. La malattia di cui era affetto necessita di ambienti isolati a tutela del paziente stesso per evitare complicazioni infettive gravi dovute all’Aids.

Nonostante il triste epilogo, la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Salerno, nei fatti, riconosce che il personale medico e paramedico ha assicurato tutte le indagini e le terapie necessarie.

Al Ruggi di Salerno il reparto di malattie infettive disponeva di 40 posti letto che sono stati ridotti a 16 da giugno 2012, in attesa dei lavori di ristrutturazione previsti e mai espletati al II piano.

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