SALERNO – Le società miste luogo di clientele? Chi sa parli. Le dichiarazioni di De Luca

Spara a zero su chi getta ombre sulla gestione delle società miste salernitane, il sindaco De Luca, ma anche su chi avesse, con il suo comportamento, gettato discredito alla società stessa. L’appuntamento è con S COME SALERNO, in onda su RADIO ALFA ogni giovedì alle 12,45. Nel corso della trasmissione, De Luca, parlando del bando per la manifestazione d’interesse pubblicato sul sito del Comune, tocca un altro tasto che, afferma, gli dà molto fastidio: "un comportamento, un atteggiamento critico e polemico nei confronti delle società miste considerate luoghi di privilegio e clientela". De Luca racconta che spesso viene fermato per strada da cittadini che parlano male delle società miste sottolineando il comportamento clientelare che vi è all’interno. "Mi trovo con la gente che mi ferma e devo sentirmi dire queste cose da chi forse non sa che non ho il tempo di fare la sentinella e che il sindaco non può sapere tutto". E qui però arriva la stoccata. "La gente deve sapere che per me queste cose sono inaccettabili. Chi sa qualcosa, lo segnali e noi provvederemo immediatamente. Chi ha sbagliato, chi usa queste società per fatti personali, pagherà andandosene a casa".
Torna De Luca a parlare di trasparenza nella gestione della cosa pubblica. "Punteremo i riflettori anche su questo. Anche le società miste sono e devono essere un palazzo di vetro. Non è possibile che chi si possa fare clientelismo".

Nel corso della trasmissione il sindaco ha detto la sua anche sulla family card ("un aiuto necessario per una città che vuole essere una città della solidarietà"), sulla prossima stagione del teatro Verdi ("un miracolo fatto solo con i soldi nostri, attendiamo ancora dalla Regione qualche spicciolo. Siamo solidali con Napoli e quanto accaduto alla Città della Scienza, ma vorremmo far capire che esiste anche Salerno) e sui parcheggi interrati di Piazza Cavour fermi per il no della Soprintendenza (c’è chi si diverte a fare questi balletti sulla pelle degli operai. I promotori dell’investimento faranno ricorso e chiederanno i danni, spero solo che quelli della soprintendenza non debbano pagare troppo).

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Una risposta

  1. hopfrog 14/03/2013

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