Salerno: Inchiesta Università. il commento di Tommasetti

Ha affidato ad una nota ufficiale, il commento sull’indagine  che avrebbe scoperto all’Università di Salerno, una truffa realtiva all’utilizzo dei fondi di finanziamento della ricerca scientifica. Il rettore Aurelio Tommasetti ha dichiarato di aver appreso della notizia solo dagli organi d’informazione e di aver “dato disposizione a tutti gli uffici di collaborare con gli inquirenti e di fornire tutta la documentazione e le informazioni che eventualmente fossero richieste e utili alle indagini”. Tommasetti, nel confermare la totale fiducia nell’azione della magistratura, auspica che la vicenda si risolva positivamente. “L’università di Salerno, scrive il Rettore, deve confermarsi una casa di vetro e continuare ad operare nella più assoluta trasparenza e nel totale rispetto delle regole”.

 

L'inchiesta.
Ci sarebbero anche dei docenti universitari dell'ateno salernitano nell'elenco degli indagati della procura di Salerno per falso e truffa ai danni dello Stato. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, prof e ricercatori avrebbero falsificato i rendiconti dei fondi di ricerca attestando un numero di ore lavorare superiori a quelle realmente fatte con lo scopo di ottenere molti più soldi di quanto dovuto. Fondi che però non venivano immesse nel circuito virtuoso della ricerca, ma nelle tasche degli stessi docenti. L'elenco dei professori indagati riguarda anche l'università di Benevento e una terza, su cui al momento c'è riserbo. Secondo gli inquirenti, la truffa sarebbe partita almeno una decina di anni fa grazie al silenzio di ricercatori precari, dottorandi e borsisti che sapevano ma, per non mettere a rischio la propria carriera accademica, accettavano colpevolmente il sistema.

Secondo indiscrezioni per quattro docenti di Salerno e Benevento la magistratura avrebbe già in mano prove schiaccianti, raccolte grazie a intercettazioni e perquisizioni. I finanzieri che hanno condotto le indagini avrebbero scoperto che i professori riuscivano a ottenere finanziamenti pubblici anche oltre i due terzi delle risorse effettivamente necessarie per portare a termine i progetti di cui erano titolari. I fondi venivano erogati sia da parte dall'Unione europea che dal ministero.

Lascia un Commento