Salerno: Il patto di stabilita’ congela 482 milioni di euro in Campania

Ammontano a 482 milioni di euro i fondi bloccati presso gli enti locali in Campania a causa dei vincoli derivanti dal patto di stabilità interno. Il dato è frutto dell’elaborazione del Centro Studi dell’Ance di Salerno. Si tratta della somma più alta tra le regioni dell’Obiettivo Convergenza. Subito dopo la Campania si collocano la Sicilia; la Puglia e la Calabria. Complessivamente le risorse ferme nelle casse degli Enti Locali di tutte e quattro le regioni si attestano a 1 miliardo e 136 milioni di euro, pari a circa 23% del totale delle risorse a livello nazionale.

Il patto di stabilità interno è considerato – secondo l’indagine effettuata dall’Ance Salerno  – la principale causa di ritardato pagamento dei crediti vantati dalle imprese nel settore dei lavori pubblici. L’allungamento dei tempi è determinato, inoltre, da una generale inefficienza della Pubblica Amministrazione e dalle difficili condizioni finanziarie degli Enti prevalentemente in considerazione del mancato trasferimento dei fondi da parte di altre amministrazioni o della carenza di risorse di cassa.

“Ancora una volta – sottolinea il presidente dei costruttori edili Antonio Lombardi – siamo costretti ad evidenziare come il problema reale per avviare una rapida ripartenza dell’economia del Mezzogiorno e della Campania non è la carenza di risorse, ma la permanenza di vincoli normativi penalizzanti, in maniera paradossale, per le amministrazioni virtuose”. Secondo Lombardi, è indispensabile “procedere rapidamente ad una modifica realmente efficace delle regole del patto di stabilità interno, in modo da superare in senso semplificativo la paralizzante palude tecnocratica”. “Altro tassello strategico – conclude Lombardi – è la modifica delle regole attualmente inerenti la certificazione dei crediti”.

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