SALERNO – I comuni della provincia battono cassa

La “munnezza pubblica” non paga. In tutti i sensi, perché al danno si aggiunge anche la beffa. Lo Stato, insomma, che prima chiede ad amministratori e cittadini sacrifici e sforzi, poi non si segna neppure di rispettare gli impegni economici assunti con le comunità locali. Il tutto, ovviamente, a discapito delle casse dei singoli comuni che, proprio grazie a quei fondi, speravano di realizzare opere pubbliche ed interventi per migliorare la qualità della vita dei cittadini, messa già a rischio dalla presenza di enormi quantità di rifiuti.
SERRE – E così accade che uno dei comuni della provincia di Salerno che ha dato il suo contributo all’emergenza rifiuti, Serre, dinanzi alla assoluta indifferenza del Commissariato per l’Emergenza Rifiuti, si vede costretto a rivolgersi al tribunale di Salerno per vedere soddisfatti i propri crediti, maturati per aver ospitato la mega discarica regionale. Una somma di oltre 3 milioni e 600mila euro che il comune guidato dal sindaco Palmiro Cornetta attende da tempo quale ristoro per il danno ambientale patito in seguito allo sversamento di tonnellate di rifiuti provenienti da tutta la regione Campania.
MONTECORVINO PUGLIANO – Nell’elenco dei creditori dello Stato c’è anche il Comune noto per la discarica di Parapoti. A tutt’oggi nelle casse dell’ente amministrato dal sindaco Domenico Di Giorgio mancano ancora 1.200.000 euro che rappresentano l’indennizzo per il funzionamento del sito che fu poi chiuso solo grazie all’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Se il Capo dello Stato ha garantito sulla definitiva chiusura della discarica, nulla ha potuto sul fronte del pagamento dei debiti da parte del Commissariato per l’Emergenza Rifiuti.
CAMPAGNA – In parte piu’ fortunata l’amministrazione comunale di Campagna dove l’ex commissario Catenacci decise, di comune accordo ai suoi tecnici, di disporre l’apertura della discarica di Basso dell’Olmo. Il sindaco Luongo, grazie ad un pool di super avvocati, sinora è riuscito a recuperare 750.000 euro ma all’appello mancano ancora 1.700.000 euro per le quali sono in corso cause ed appelli dinanzi alle diverse magistrature italiane.

tratto da www.agendapolitica.it

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