SALERNO – Fondovalle Calore, TAR accoglie ricorso della Provincia contro lo stop ai lavori

Il destino della Fondovalle Calore, l’importante arteria che potrà ridurre i collegamenti della Valle del Calore e della zona degli Alburni, è stato al centro di una conferenza stampa che si è tenuta questa mattina in provincia, a Salerno, che è stata l’occasione per annunciare che il Tribunale Amministrativo Regionale ha accolto il ricorso della Provincia di Salerno contro la decisione della Soprintendenza ai beni ambientali di bloccare i lavori. Oltre un anno fa, infatti, la Soprintentenza aveva dato parere negativo, bloccando di fatto la costruzione della strada a scorrimento veloce, attesa per decenni. Inoltre il Tar ha condannato il Ministero per i Beni Culturali, che si era costituito in giudizio, al pagamento delle spese legali. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente del Consiglio, Fernando Zara, l’assessore ai Lavori Pubblici, Attilio Pierro, il consigliere provinciale Luigi Pesce, il dirigente provinciale, Lorenzo Criscuolo. Il TAR ha espresso cinque concetti molto chiari: 1) l’opera è munita ab origine del parere; 2) i lavori sono stati eseguiti in costanza di validità dell’autorizzazione paesaggistica; 3) i lavori sono conformi al tracciato; 4) i lavori non conformi per i materiali utilizzati per i ponti sono sanabili; 5) il diniego di sanatoria contrasta con la disponibilità manifestata dalla Soprintendenza in sede di accordo preliminare. “Ora – ha detto il presidente della Provincia, Antonio Iannone – è importante fare squadra rispetto a questa vicenda per fare uscire dall’isolamento un comprensorio che necessita di infrastrutture di collegamento. L’appello è rivolto alla Soprintendenza perché non si accanisca in una battaglia legale, ma anche ai sindaci del comprensorio, a sostegno della necessità di realizzare questa opera, infine alle forze sindacali perché le imprese ed i lavoratori non restino vittime dei “talebani” del vincolo, soprattutto, in questo momento di forte crisi socioeconomica e occupazionale, in cui non ci si può permettere il lusso di lungaggini burocratiche che paralizzano ulteriormente lo sviluppo del nostro territorio”.

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