Salerno, Fonderie Pisano. Il Gip dispone nuove indagini sulle morti sospette

“Per la prima volta abbiamo la speranza che si faccia giustizia piena e si accerti quello che nel nostro cuore già conosciamo: il nesso causale tra l’inquinamento delle Fonderie Pisano e le malattie riportate da chi risiede nei pressi dello stabilimento”. E’ il commento di Lorenzo Forte, presidente del comitato ‘Salute e Vita’, in seguito alla la decisione del gip del Tribunale di Salerno, Scermino, di rigettare la richiesta di archiviazione del procedimento sulle morti sospette.

Il giudice per le indagini preliminari ha al contrario disposto nuove indagini sulle morti per tumore di alcuni residenti nella zona di Fratte o comunque nei pressi dello stabilimento industriale. Sono interessati anche i cittadini delle zona di Baronissi e Pellezzano limitrofe all’area della Fonderia.

Il gip in sostanza avrebbe ritenuto che le indagini investigative fossero incomplete indicando alla Procura la strada di nuove indagini con approfondimenti sotto tre aspetti: L’inquinamento atmosferico in termini di durata ed entità; la sussistenza del nesso di casualità tra l’esposizione e le emissioni e i decessi o le patologie insorte negli abitanti; lo studio epidemiologico per verificare la sussistenza del reato di disastro.

La Procura di Salerno aveva acquisito un elenco composto da 215 nominativi di persone ammalate o decedute per cause, secondo i rappresentanti del comitato, ricollegabili all’inquinamento dello stabilimento industriale. La Procura però non era riuscita a provare scientificamente il nesso di casualità tra la presenza della fabbrica e le morti. 

 

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