Salerno – Droga pagata a rate. Tre arresti tra Salerno e l’Irpinia

Nelle prime ore del pomeriggio di ieri, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale, diretti dal Colonnello Piermarini, hanno eseguito un provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di tre persone, responsabili in concorso tra loro di detenzione ai fini spaccio di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti ed estorsione con l’aggravante delle modalità mafiose. I tre destinatari del provvedimento, sono un 23enne pregiudicato salernitano e già sottoposto all’avviso orale di P.S. e due gemelli ventiduenni di Montoro Inferiore (AV). I tre avevano ceduto una partita di hashish destinata allo spaccio nell’area avellinese ad un altro giovane irpino. Singolare però le modalità di pagamento della droga stabilite dalla banda, ovvero con rate a scadenza mensile. In caso di ritardo nei pagamenti era stato già fissato un interesse usurario che sarebbe stato applicato in aggiunta alla rata pattuita. I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Salerno il 5 settembre hanno arrestato in flagranza di reato il giovane acquirente sorprendendolo in possesso di un chilo di hashish e un’ingente somma di denaro destinata al pagamento della partita di stupefacente. Dopo l’arresto, i carabinieri hanno monitorato la situazione e scoperto che i tre trafficanti non potendo pressare il giovane acquirenti, avevano cominciato a perseguitare il padre del giovane acquirente allo scopo di ottenere ad “ogni costo” il pagamento della droga in sospeso gravato dagli interessi. I tre trafficanti, secondo le indagini, non hanno esitato a presentarsi all’incolpevole genitore come “…quelli in grado di sparare in testa…”. Nel corso degli arresti di ieri, i militari hanno trovato in casa dei tre anche mazze da baseball non certamente destinate all’ “uso sportivo”, materiale per il confezionamento dello stupefacente ed altra documentazione ritenuta interessante. Il Pm della procura salernitana Montemurro che ha disposto il fermo era convinto che vi fosse un concreto pericolo di fuga dei tre anche per alcune accuse rese nei loro confronti mai ritrattate nonostante minacce subite

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