Salerno: Delegazione del Comune di Catania studia la raccolta differenziata

Inviati del Comune di Catania a Salerno per "studiare" come migliorare la delicatissima situazione dei rifiuti nella città etnea, tra vie sommerse da spazzatura e sacchetti e cittadini che stentano a fare la raccolta differenziata porta a porta. La notizia è ripostata oggi dal Corriere del Mezzogiorno secondo cui proprio per studiare i metodi che possano consentire di raggiungere alti livelli qualitativi e quantitativi nella raccolta, l’amministrazione comunale isolana ha deciso di “spiare” chi si è già distino con progetti innovativi. Ma come mai è stata scelta Salerno? Per i rappresentanti del Comune di Catania, un piano industriale accuratamente studiato ha consentito alla città campana di superare i valori di differenziata minimi fissati dalla legge fino ad assestarsi, negli ultimi anni, tra il 65 e il 70% a fronte di una soglia minima che la regione Campania aveva individuato in un 25%. Salerno ha introdotto un sistema di raccolta a domicilio già dal 2008 e ha superato le fortissime resistenze dei cittadini da una parte curando la comunicazione per spiegare quanto fosse costoso per la collettività e per il singolo non applicare la differenziata, dall’altro imponendo multe molto salate, mediamente intorno ai 500 euro. Dunque Catania ha deciso di studiare i salernitani per riproporre le stesse iniziative.

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