SALERNO – De Luca in campo per la segreteria del PD. Cinque punti per ripartire

Fresco di nomina di Vice Ministro, il sindaco di Salerno, De Luca, partito questa mattina per Roma per il primo incontro con il ministro Lupi, ha postato sul suo profilo FB la sua "piattaforma per il congresso". Cinque punti nei quali De Luca sintetizza la sue idea politica per il rinnovo dei vertici del partito. Un’iniziativa che lascia intendere la sua intenzione di candidarsi anche a guidare il PD a livello nazionale. Ecco in sintesi i punti della sua piattagorma: 

"È profondo il senso di umiliazione e sconcerto avvertito dalla nostra gente di fronte al disastro politico delle scorse settimane. Dobbiamo, in primo luogo, recuperare il rispetto dei nostri elettori. Si è formato il governo Letta. Occorre sostenerlo ma, senza un partito rilanciato, e forte di una sua identità chiara, il PD può rischiare di trovarsi alla fine in un vicolo cieco. Questi sono i primi obiettivi.

1) Smantellare le correnti e il “correntismo”.
Siamo diventati, nel corso degli anni, una confederazione di feudi. Questa è non la democrazia interna, ma la sua negazione.

2) Partire dai territori.
L’insieme del gruppo dirigente nazionale – al contrario di come è oggi – deve essere costituito da forze che siano espressione dei territori. La nostra risorsa più grande è quella di migliaia di amministratori e dirigenti locali. È da qui, dalla terra, che deve partire la formazione del gruppo dirigente nazionale.

3) Un programma chiaro
Abbiamo, ancora oggi, su alcuni temi cruciali posizioni vaghe, e comunque non percepite con nettezza. Il Sud è scomparso, abbandonato ad una crescente devastazione sociale e civile

4) Dare un’anima al PD
Occorre liberarsi davvero dell’idea di un partito “transitorio”, di una costruzione irrisolta. Il PD può essere il soggetto politico che mette fine alla lunga storia del trasformismo italiano; Occorre ripartire da questa impegnativa e forte sintesi di cultura e valori per ridare un’anima al PD e recuperare il senso di una funzione storica.

5) Cambiare tutto.
Nessuno si illuda. Noi siamo in una situazione drammatica. Non abbiamo più molto tempo. Nessuno immagini di perdersi nelle piccole diplomazie, tutte interne. Non ci salveremo se non offriremo al Paese una svolta profonda: nel programma, nel linguaggio, nell’organizzazione, nello stile. Dobbiamo liberarci della nostra “presunzione di superiorità”

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