SALERNO – Cstp: assente la Provincia, a rischio la ricapitalizzazione. Il Pd contro Vetrella

La Provincia di Salerno non si è presentata oggi alla riunione dell’assemblea dei soci programmata dal Cstp per discutere della ricapitalizzazione della società. Presenti alla riunione i delegati dei comuni di Salerno, Angri, Castel San Giorgio, Cava dei Tirreni, Corbara, Fisciano, Mercato San Severino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Roccapiemonte, S.Marzano sul Sarno, S.Egidio del Montalbino, S.Valentino Torio, Scafati, Siano e Vietri sul Mare. “Abbiamo illustrato ai soci – ha spiegato il presidente Mario Santocchio – le modalità con le quali ciascun ente dovrà procedere per consentire la copertura delle perdite aziendali e la ricostituzione del capitale sociale, espletando precisi adempimenti amministrativi, come stabilito dalla legge, per versare all’Azienda le quote dovute in proporzione alle rispettive azioni detenute. Rispetto alla delibera di Giunta provinciale del 23 novembre, di cui abbiamo avuto conoscenza solo dopo l’Assemblea dei soci del 29 novembre, e con la quale si prevede un taglio del 10% delle risorse stanziate per la nostra Azienda per il prossimo anno, la maggioranza dei comuni presenti, confermando la disponibilità a ricapitalizzare, ha manifestato grosse perplessità avanzando la proposta di chiederne l’immediata revoca. Siamo in contatto con i vertici provinciali e cercheremo di definire la questione a stretto giro”. Intanto venerdì mattina si terrà il consiglio comunale di Salerno nel corso del quale verrà votata la ricapitalizzazione del Cstp. La conferma è arrivata dall’assessore alla mobilità Luca Cascone che ha stigmatizzato l’assenza di oggi di Palazzo Sant’Agostino. Infine il Pd campano chiede ancora una volta le dimissioni dell’assessore regionale ai trasporti, Sergio Vetrella. Via Sergio Vetrella – scrive in una nota il segretario regionale Enzo Amendola – e subito una discussione in Consiglio, come ha chiesto il gruppo, per trovare una soluzione al problema trasporti cheora dopo ora e’ sempre piu’ drammatico: cos’altro devono sopportare gli utenti e i lavoratori?”.

Lascia un Commento