SALERNO – Chiesa, paga chi non si sposa nella sua Parrocchia d’appartenenza

Sta suscitando varie reazioni il provvedimento dell’arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno, Luigi Moretti, che con proprio decreto ha stabilito una tariffa di 300 euro per gli sposi che dal primo settembre vorranno sposarsi fuori dalla loro parrocchia. Tra i commenti quello del docente universitario di Linguistica Generale dell’Ateneo di Salerno, Emilio D’Agostino, secondo cui “é una decisione fuori luogo ed esagerata. Piuttosto, la Chiesa- afferma D’Agostino – pensasse a pagare l’Ici”. Lo scrittore Diego De Silva afferma: “Io non sono credente ma se lo fossi mi provocherebbe imbarazzo una cosa del genere. Trovo contraddittorio pensare che si possa istituire una specie di tassa laddove dovrebbe esistere solo la gratuità e il volontariato”. Esprime il proprio disappunto anche Raffaele Cicalese, già presidente nazionale dei giovani di Nuova Forza Italia che dichiara: “I novelli sposi, già alle prese con conti esorbitanti, dovranno tener conto nel loro bilancio anche di una somma per pronunciare il loro sì davanti al prete”. Per Cicalese si tratta di “un modo curioso per risanare, forse, le casse della curia salernitana”.

Per Angela Amaturo, avvocato salernitano, “potrebbe anche esistere un tariffario se i preti non chiedessero già un’offerta a piacere nella chiesa di appartenenza dove ci si sposa”. La sociologa Roberta Longo concorda invece con la decisione del vescovo Moretti. “E’ giusto – afferma Longo – che chi scelga di abbandonare la propria parrocchia, semmai solo per privilegiare la bellezza di un luogo, paghi per poterlo fare. Questo potrebbe rappresentare un modo per sostenere le spese della Chiesa e, semmai, con quei soldi si potrebbe creare un fondo per aiutare le nuove povertà”.

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