Salerno: Caso Scarano, donazioni date ai familiari

Monsignor Nunzio Scarano, che ieri ha ricevuto una seconda ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a Salerno distribuiva ai propri parenti i generi alimentari che riceveva in elemosina e che ufficialmente venivano inviati alla Casa degli anziani di Salerno. E’ uno degli aspetti che emergerebbe dalle intercettazioni telefoniche contenute nell'ordinanza notificatagli ieri dalla Guardia di Finanza.

Il particolare è venuto fuori da una conversazione dell’11 aprile dello scorso anno con tale Giovanni. Dalle intercettazioni emerge anche che monsignor Scarano era preoccupato dello sviluppo delle indagini sullo Ior, la Banca Vaticana.

Scarano, prelato, in procinto di diventare arcivescovo, è accusato di aver riciclato il denaro per conto della famiglia di armatori D’Amico e di avere investito parte delle somme nell'acquisto di case e di quadri d'autore. Un uomo di chiesa che coinvolge nell'attività illegale un prete e un notaio mettendo nei guai anche altre 58 persone, parte delle quali si prestano a loro insaputa a operazioni di ''ripulitura'' dei soldi ritrovandosi ora indagate. In sintesi è lo scenario disegnato dall'inchiesta della procura di Salerno che ha portato ieri all’ordinanza di custodia agli arresti domiciliari.

Una indagine che ha portato al sequestro di beni per 6 milioni e mezzo di euro tra appartamenti e conti correnti presso la Unicredit di via della Conciliazione. E lo Ior ha intanto bloccato sui suoi conti la somma di circa 2 milioni e 200mila euro per i quali la magistratura salernitana ha avviato una rogatoria allo scopo di disporne il sequestro.

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