SALERNO – Caso Claps: la perizia rivela verità sulla morte

La Procura generale di Salerno, dopo un mese e 20 giorni, ha tolto il segreto sulla perizia medico-legale eseguita sulla salma di Elisa Claps, trovata lo scorso 17 marzo nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza a 17 anni dalla scomparsa. Per uccidere la ragazza, l’assassino ha utilizzato una lama di almeno 5,5 centimetri colpendola almeno 13 volte, dopo aver tentato di violentarla. L’orrore di quel delitto è raccontato in 250 pagine tra le quali, ci sono poche ma decisive righe che riguardano i capelli: per l’accusa la firma del delitto. Il perito descrive quelle ciocche "recise di netto" nell’imminenza della morte e immediatamente dopo. La salma indicava, come ritiene l’accusa, il carnefice: un giovane che tagliava i capelli alle ragazze. Proprio come Danilo Restivo, dalla scorsa settimana colpito da mandato di arresto internazionale per l’uccisione della ragazza potentina. Nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità di Potenza, Elisa, secondo la perizia, ci arrivò in vita. Lì l’assassino provò a violentarla e poi, di fronte al rifiuto, infierì sul suo corpo, con 13 colpi o forse più. I fendenti che raggiunsero la vittima – si legge nella perizia – "erano tutti orientati dal dietro in avanti, sia pure con diversa inclinazione". Vestiti e lesioni "fanno supporre" che vi sia stata violenza sessuale: circostanza che il suo corpo mummificato non potrà mai più rivelare. Il perito descrive i pantaloni con la "cerniera aperta", "abbassati al pari delle mutandine; le mutandine con l’elastico rotto e il reggiseno rotto anteriormente.  "Manca la prova" della responsabilità di Restivo, secondo Mario Marinelli, che difende il presunto assassino Danilo Restivo.

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