SALERNO – Assolto ex ministro Conte. “Processo in vitro”

“Un processo costruito in vitro, basato sul sentito dire”. Così l’ex ministro salernitano Carmelo Conte, all’indomani della sentenza della Corte d’Appello di Salerno che ieri sera ha confermato l’assoluzione, con formula piena, dall’accusa di aver intrattenuto rapporti con la camorra. “L’Italia – afferma l’ex ministro socialista – è un Paese nel quale si può finire sotto processo per sentito dire e nel quale 20 anni dopo si viene assolti. Non potevo fare altro che aspettare”. L’inchiesta prese il via nel 92 quando Conte, fu accusato di avere rapporti con la camorra della Piana del Sele. Ne scaturì il processo denominato “California” con 57 imputati. Già in primo grado, le accuse mosse nei suoi confronti, rileva Conte, non ressero sul fronte delle collusioni con la camorra. Il giudizio di secondo grado ha confermato l’assoluzione con la formula perchè il fatto non sussiste. “Mi hanno bloccato quando ero all’apice della mia carriera politica – dice l’ex ministro ebolitano alle Aree Urbane – Con me hanno compresso una intera generazione politica. Tutti quelli che credevano in me e mi sono rimasti accanto, si sono sentiti, per questi lunghi 20 anni, sotto processo. Ero considerato inattaccabile e anche io credevo di esserlo perché ho sempre combattuto contro la camorra”. “Nessuno, racconta Conte, credeva che io potessi avere rapporti con la camorra”.

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