SALERNO – Appalti della Provincia pilotati, 15 arresti. In 300 sotto inchiesta

Si sarebbero spartiti a tavolino oltre 130 appalti di opere pubbliche banditi dall’amministrazione provinciale di Salerno tra il 2001 e il 2008. E’ l’accusa nei confronti degli indagati dell’inchiesta “Due Torri”, avviata nel 2007 e condotta dai carabinieri del Ros di Salerno con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia. In mattinata sono state eseguite 15 ordinanze di custodia cautelare ( 9 in carcere e 6 ai domiciliari) tra le province di Salerno, Napoli, Caserta, e Avellino.

L’indagine riguarda un presunto cartello formato da oltre 300 imprenditori campani che, con la complicità di alcuni dipendenti della Provincia, avrebbero manipolato le gare d’appalto. I reati ipotizzati riguardano l’associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti, corruzione e falso in atto pubblico.

Le indagini avrebbero portato alla luce l’esistenza di un “cartello” d’imprese, attivo sin dal 2002, e articolato su due livelli: il primo composto da pochi imprenditori “capicordata”, diretto dai cugini salernitani Gennaro e Giovanni Citarella, quest’ultimo presidente della Nocerina Calcio, ed entrambi ritenuti i promotori dell’organizzazione e, trait-d’union con i riferimenti istituzionali; il secondo livello era composto da numerose imprese “satellite” facenti capo ai Citarella, che si sarebbero aggiudicate gli appalti indetti dall’Amministrazione Provinciale di Salerno con il ricorso al sistema “delle cordate”, caratterizzato dalla partecipazione alle gare di un consistente numero di società compiacenti, le cui offerte, concordate a tavolino, determinavano la percentuale di ribasso “vincente”, che talvolta sfiorava anche il 40% della base d’asta. Lo sconto veniva poi recuperato con l’impiego di materiali scadenti, che in sede di collaudo venivano ritenuti idonei dai tecnici compiacenti.

   

Le indagini dei carabinieri, dirette dal procuratore della Repubblica di Salerno Franco Roberti, avrebbero documentato l’evoluzione nel tempo dell’organizzazione, passando dalle iniziali 64 società, che nel 2005 avevano vinto 35 gare su 45, alle 156 società del 2006, e alle 250 nel biennio 2007-2008. L’organizzazione che così aveva raggiunto una stabile configurazione era caratterizzata dalla presenza di 7 capicordata, finiti agli arresti: oltre ai già citati cugini Citarella, sono gli imprenditori Giuseppe Ruggiero, Luigi Di Sarli, Federico Spinelli, Giovanni Botta, ed Emanuele Zangari. Gli indagati finiti agli arresti domiciliari sono:Eduardo Sale, Rosario Cozzolino, Alessandro Piccolo, Carmine Ruggero e Silvana Bevilacqua.

 Nel 2007, l’organizzazione – stando alle indagini – aveva preso parte a 38 gare, bandite dalla Provincia di Salerno, con licitazione privata, aggiudicandosene 25, nonché a numerose altre gare bandite con procedura di somma urgenza o ad evidenza pubblica, aggiudicandosene la maggior parte. Il tutto sarebbe avvenuto con la complicità di funzionari dell’Amministrazione Provinciale, tra cui Raffaele Orefice e Franco Pio De Luca, entrambi destinatari dell’ordinanza cautelare in carcere di oggi. Ai due sono stati anche sequestrati denaro e titoli di credito, per un valore complessivo di circa 120mila euro.

Già nel novembre 2011, la Procura Distrettuale antimafia aveva richiesto al Giudice delle indagini preliminari arresti e altre misure cautelari nei confronti di 52 soggetti. Il Gip, pur concordando sulla sussistenza e gravità del quadro indiziario, aveva ritenuto essere venute meno le esigenze cautelari, applicando la misura restrittiva solo a carico del gruppo “centrale” di imprenditori e dei due tecnici provinciali per i quali era stato contestato anche il delitto associativo.  

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