Salerno, agguato alla famiglia di Eugenio Siniscalchi. “Nessun segno di spari sull’auto”

Nessun segno di spari sull’auto su cui viaggiavano padre, madre e compagna del 28enne Eugenio Siniscalchi, presunto killer di Ciro D’Onofrio ucciso con tre colpi di pistola due anni fa a Salerno, da lunedì rinchiuso in carcere a Fuorni.

La famiglia Siniscalchi ha denunciato ai carabinieri di un agguato, avvenuto martedì pomeriggio, a Fratte, quando un colpo d’arma da fuoco sarebbe stato esploso da uno scooter con a bordo due giovani contro la loro auto mentre si stavano recando dal loro legale per discutere della posizione del figlio. Avevano anche affermato di aver riconosciuto i due giovani a bordo del ciclomotore vale a dire due parenti di D’Onofrio.

I poliziotti hanno eseguito controlli e fatto anche perquisizioni domiciliari a casa dei parenti di D’Onofrio, hanno anche esaminato l’auto a bordo della quale viaggiavano i Siniscalchi e sulla portiera del conducente non hanno trovato segni di colpi sparati. È stata più volte ripercorsa dagli investigatori la strada lungo la quale i parenti del presunto killer hanno detto di essere stati vittima dell’agguato ma non sono stati ritrovati elementi utili. Anche il racconto delle vittime, secondo gli investigatori, sarebbe alquanto contraddittorio in alcune parti.

Proseguono le indagini.

Lo rivela Il Mattino in edicola

 

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