Salerno, 400 negozi chiusi in 8 anni. Le cause nell’intervista al presidente Confcommercio

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Sono 400 le attività commerciali che hanno chiuso battenti a Salerno negli ultimi 8 anni, in media 50 all’anno.

Il dato è contenuto nell’indagine di Confcommercio sulla “Demografia d’Impresa nei centri storici italiani” effettuata prendendo in esame 40 comuni di medie dimensioni, capoluoghi di provincia tra cui Salerno, escludendo le grandi città, facendo una distinzione tra “Centri Storici e Non Centri Storici” e 13 categorie distributive.

Il primo dato che la Confcommercio mette in evidenza è che le città del sud perdono negozi in sede fissa un po’ più rapidamente rispetto al resto del paese. Una tendenza solo in parte attenuata dalla crescita del numero di ambulanti, alberghi, bar e ristoranti.

Il secondo dato è che c’è una differenza di dinamiche fra Centri Storici e Non Centri Storici. Nei primi il tasso di riduzione dei negozi in sede fissa è sensibilmente più elevato rispetto alle periferie. Tra le cause determinanti della desertificazione commerciale dei centri storici, oltre alle dinamiche demografiche e al calo dei consumi, il fenomeno potrebbe essere ricondotto ai canoni di affitto del centro più elevati rispetto a quelli delle periferie.

A Radio Alfa questa mattina ne abbiamo parlato con il presidente della Confcommercio provinciale della Provincia di Salerno, Nino Marone.

Riascolta l’intervista di Pino D’Elia
Nino Marone Confcommercio Salerno

 

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