Sala C. – Tribunale, gli avvocati salesi non demordono e rilanciano nuove iniziative di protesta

Gli avvocati del Foro di Sala Consilina non demordono, nonostante la notizia giunta ieri pomeriggio dal Ministero della Giustizia che ha confermato la chiusura e il trasferimento del Tribunale salese con accorpamento a quello lucano di Lagonegro a partire dal 13 settembre. Il presidente dell’Ordine, Michele Marcone, ha confermato altre iniziative di lotta perché il ministro può in qualsiasi momento fare un altro decreto. Ieri, poco prima delle 18, dopo che gli avvocati si erano incatenati all’ingresso del Palazzo di Giustizia e alcuni dipendenti si erano rinchiusi della cella dei detenuti della Sezione Penale del Tribunale, è giunta la nota del Ministero che ha confermato la chiusura del Tribunale del vallo di Diano e salvato altri otto presidi per almeno due anni, anche se erano inseriti nell’elenco di quelli da chiudere. Ieri sera, nonostante tutto a Sala Consilina si è svolta la notte bianca al Tribunale a cui è intervenuto anche il vescovo della Diocesi della Diocesi di Teggiano-Policastro, Antonio De Luca.
Naturalmente il clima che si respira a Lagonegro è di altro tenore. Lo abbiamo verificato questa mattina con il collega Lorenzo Peluso che a Palazzo di Giustizia ha incontrato l’avvocato Daniele Stoppelli, vice presidente dell’Ordine forense, il quale ricorda che è stato firmato un accordo con i colleghi salesi e dunque invita alla massima collaborazione.

Aggiornamento delle 17.30
 
Un’altra clamorosa manifestazione di protesta oggi pomeriggio è stata messa in atto dagli avvocati del Foro di Sala Consilina contro la chiusura e il trasferimento del Tribunale a Lagonegro, nonostante il Ministero della Giustizia abbia confermato l’accorpamento. Quattro avvocati (nella foto) sono saliti sul tetto del Palazzo di Giustizia eludendo la sorveglianza e arrivandoci attraverso un percorso non agevole.

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