S come Salerno – De Luca: le minacce sono un atto sgradevole ma non mi fermeranno

"Non c’è nessun salernitano che non sappia che le minacce non mi fanno né caldo né freddo. Quel che è accaduto è un atto sgradevole e stupido ma tutti sanno come sono fatto. Le minacce mi caricano ancora di più". Grintoso, ironico e senza peli sulla lingua… ancor più del solito, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ospite settimanale di Radio Alfa in S… come Salerno, il giovedì alle 12:45 riferendosi all’atto intimidatorio di cui è stato vittima nei giorni scorsi. Un atto che De Luca definisce "sgradevole e stupido" ma sostanzialmente inutile visto che non servirà a fermarlo (in chiusura di trasmissione suggerisce di inviare la testa di porco a quelli della trasmissione "alle falde del Kilimangiaro" che non hanno risposto alla sua richiesta di essere in diretta in trasmissione per parlare del Crescent).

Il sindaco ringrazia tutti i colleghi del consiglio comunale e i rappresentanti delle istituzioni locali e non che, in maniera bipartisan, gli hanno mostrato solidarietà nelle ultime ore ma si riserva anche una stoccata all’indirizzo del Ministero Lupi che nel corso del question time mandato in onda da Rai 3, ha detto che De Luca deve lasciare la poltrona di sindaco se vuole avere le deleghe. "Lupi sbaglia due volte". La prima, secondo De Luca, è perché ci sono due ministri, Zanonato e Delrio che hanno avuto le deleghe mentre erano ancora sindaci e la seconda perché in realtà le deleghe gli erano state assegnate a luglio senza alcun problema di principio. Deleghe inconsistenti per il sindaco di Salerno e dunque rispedite al mittente. "Non ho intenzione di essere lo scendiletto di Lupi, afferma De Luca che si produce poi in un gergale "aho’ a Lupi, vuoi fare il pinguino con me. Ma io t’arroto!".

Secondo De Luca il ministro Lupi sta facendo il gioco delle tre carte. "E continuiamo". Ma fino a quando? La risposta del sindaco lascia spazio a nuovi scenari. La data ipotizzata per una decisione è l’8 dicembre (data delle primarie del PD) dopo la quale qualcosa dovrà cambiare. "L’attuale quadro politico è completamente cambiato, dice De Luca. Ci sono al momento 5 ministeri pesanti retti da ministri che fanno parte di un partito, quello di Alfano che conta su 30 deputati, per non parlare di alcuni sottosegretari che hanno aderito a Forza Italia e che dunque si trovano a far parte contemporaneamente del Governo e dell’opposizione". Insomma il ragionamento, pur non esplicito da parte di De Luca, appare chiaro. Dopo le primarie del PD (nelle quali De Luca sostiene Renzi), Letta dovrà fare delle scelte, probabilmente con un rimpasto, e modificare gli assetti politici che al momento appaiono squilibrati. L’ipotesi evidentemente sulla quale si stanno sommando le attese di De Luca è che prima che sia lui a dover decidere, sia Letta a sostituire Lupi.

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