S come Salerno: De Luca amareggiato. Viviamo da Francescani e arrivano le mazzate

Amareggiato e arrabbiato. Così appare ascoltando la sua voce alla Radio, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ospite come agni giovedì di S come Salerno, in onda alle 12,45 su RADIO ALFA. Il motivo dell'amarezza è la condanna al pagamento di 6 milioni di euro (da dividere con la Asl) per errori burocratici negli espropri dei terreni su cui oggi sorge il Poliambulatorio di Pastena. 
"Questo è il regalo che ci hanno lasciato le passate amministrazioni", dice il sindaco ricordando che gli atti "incriminati" risalgono a circa 30 anni fa. Anni in cui, secondo De Luca il modo di gestire la cosa pubblica rifletteva il modo in cui  si teneva la città. Insomma l'altra faccia, quella amministriva, della Salerno delle Chiancarelle. Ma non sono gli espropri per il Poliambulatorio di Pastena il "solo" regalo del passato. Il sindaco ricorda che qualche anno fa è stato pagato il debito con i proprietario del terreno su cui sono stati poi innalzati i piloni per il Viadotto Gatto ("40 anni fa!" Ribadisce il sindaco) oppure gli espropri per la realizzazione dei palazzi del Q2 e Q4 (oggi quartiere Europa e Italia). "All'epoca,dice De Luca, il comune era un circo equestre e il secondo piano (quello degli uffici di rappresentanza e della giunta n.d.r.) era occupato da faccendieri e da finti disoccupati e senza tetto". Ora i debiti, visto che non esiste possibilità d'appello, dovranno essere riconosciuti e poi pagati. De Luca comunque assicura che non saranno toccati i servizi alle fasce deboli, anziani e bambini. "Noi viviamo come Francescani, non ci sono auto blu, non ci sono carte di credito e neanche un euro di spreco e poi ti arriva questo regalo dal passato…certo che c'è da essere amareggiati!" sbotta De Luca.
Nel corso della puntata è stato anche fatto il punto sulla vicenda della vendita della Centrale del Latte dopo la decisione delle grandi multinazionali, Parmalat e Granarolo, di passare la mano. De Luca afferma che si farà una ricognizione per verificare l'interesse di altre aziende altrimenti si resta così. Non senza preoccupazione però visto che per salvare il futuro dell'azienda e dei suoi lavoratori, sarebbe necessario portare a termine nuovi investimenti. "Se si resta immobili, si rischia di perdere nuove fette di mercato" ricorda De Luca. C'è un'ulteriore riflessione da fare. Tra un anno, ammette de Luca, il comune sarà costretto dalla legge a vendere le proprie partecipate e questo farà abbattere anche i prezzi e il sindaco non esclude che dietro la decisione delle "grandi" di abbandonare il campo ci sia una precisa strategia: aspettare che ci sia "l'obbligo di legge" per approfittare di un prezzo stracciato. 
De Luca ha poi anche annunciato l'inaugurazione, sabato prossimo, di una mostra presso S.Sofia in cui sarà ripercorsa tutta la storia urbanistica di Salerno e della sua trasformazione. Un viaggio per far comprendere gli obiettivi raggiunti rispetto ad una città totalmente abbandonata e invisibile per il resto del mondo (De Luca ricorda il pulman posizionato nei pressi della villa comunale in cui si poteva acquistare i biglietti dell'Atacs, il teatro Augusteo e il teatro Verdi chiusi dopo il terremoto, il cementificio in piena città che emetteva polveri d'amianto dalle sue ciminiere, le baracche a piazza della Concordia, il cinema Diana a luci rosse e il vuoto dopo S.Lucia). Una mostra che avrà un duplice scopo: da un lato far capire ai giovani di oggi cos'era prima la loro città e dall'altro presentare le iniziative del comitato Si Crescent (in opposizione al No Crescent. De Luca parla di offensiva della Salerno civile).
In chiusura di puntata De Luca fa una riflessione anche sulla situazione politica nazionale e sugli scontri che vedono al centro la Presidente della Camera, Boldrini, parlando di una "vergogna" 

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